venerdì 14 maggio 2010

One To One - Perle di Marketing (-97)


Principio di marketing secondo il quale ogni cliente va considerato in modo unico e speciale, e si concretizza nella personalizzazione sul singolo cliente (tramite un rapporto uno-a-uno con il venditore) dell’offerta aziendale (prodotto, prezzo, assistenza post-vendita, ecc.).

Adv in rialzo, il peggio è passato.

C'è chi ha ipotizzato la definitiva fine di un periodo di recessione evidenziatosi nel corso del 2009. Sono stati poco meno di sei i miliardi di dollari guadagnati dal settore dell'advertising online, a stabilire il particolare record delle più alte entrate mai registrate nel primo trimestre d'attività annuale.

Entrate che infatti erano risultate superiori - 6,3 miliardi di dollari - negli ultimi tre mesi del 2009, in un periodo generalmente più redditizio per il settore della pubblicità a mezzo web, vista la concomitanza delle festività natalizie. I 5,9 miliardi registrati nella prima trimestrale del 2010 rappresentano tuttavia un incremento del 7,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Numeri recentemente forniti dall'Interactive Advertising Bureau (IAB), in collaborazione conPricewaterhouseCoopers (PwC). "Stiamo osservando continui segnali da un mercato in crescita - ha spiegato David Silverman, assurance partner di PwC - L'industria dei media ha dovuto affrontare sfide molto serie nel 2009, che gettano tuttora una certa dose d'insicurezza sul recupero futuro".
Silverman ha tuttavia sottolineato come i risultati relativi al primo trimestre del 2010 costituiscano un segno di salute e vitalità per i media online, permettendo agli inserzionisti di sfruttare al meglio le varie campagne pubblicitarie sul web. Una visione certamente incoraggiante per l'intero mercato della pubblicità connessa.

Ai positivi dati di IAB e PwC si sono infatti aggiunti quelli di comScore, che hanno mostrato come nei primi tre mesi del 2010 gli utenti statunitensi abbiano visualizzato in totale più di un trilione di display ads. Un incremento pari al 15 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2009. Mille impression avrebbero così raggiunto un costo medio di 2,48 dollari.

Italia di Aninformalfabeti

Più della metà delle famiglie italiane non ha mai utilizzato anche una sola risorsa del web. A rivelarlo, uno studio europeo citato nel corso di un convegno romano organizzato da Nokia Siemens Networks. Un vuoto significativo, un divide più culturale che tecnologico, tra quelli che sono stati definiti figli digitali e padri analogici. Alfabetizzazione digitale, questa sconosciuta. Con il titolo non è mai troppo tardi, il convegno tenuto da Nokia ha lanciato una sorta di appello, affinché il Belpaese punti su una vera cultura digitale diffusa.

"Il nostro paese è sceso di alcune posizioni in classifica - ha spiegato Giuseppe Donagemma, a capo di Europe Nokia Siemens Networks - grazie al peggioramento di alcuni parametri analitici quali l'utilizzo delle tecnologie da parte del consumatore finale oppure la carente alfabetizzazione digitale".

Una ricerca che considera tre segmenti fondamentali, ovvero quello del mercato di massa, quello legato al business e quello relativo all'apparato governativo di un paese. Ognuno di questi segmenti, come spiegato da Donagemma, viene poi analizzato sotto ulteriori due aspetti: infrastrutture tecnologiche e un mix tra utilizzo e conoscenza dei tool digitali.

L'Italia ha così perso tre posizioni rispetto allo scorso anno, piazzandosi al 22esimo posto prima di Ungheria, Polonia e Grecia. Mentre gli Stati Uniti hanno perso la medaglia d'oro, assegnata quest'anno da NSN alla Svezia. A guidare l'intera area nordeuropea, leader quasi incontrastato nel settore ICT.

Ma il Belpaese sembra ormai fermo al palo. Donagemma ha parlato di investimenti da realizzare, ma anche di insegnare agli italiani come usare al meglio le attuali tecnologie. Sempre stando a dati forniti, sono 15 anni che la penetrazione di computer nello Stivale rimane decisamente bassa rispetto ad altri paesi. Nel 2006 si era assestata su un punteggio di 40, contro gli 88 punti della Svezia.

Le motivazioni potrebbero essere molteplici, come ad esempio la mancanza in Italia di grandi conglomerati o istituzioni finanziarie, appannaggio di molte imprese medie e piccole. Oppure dal momento che la particolare tipologia di economia nel nostro paese potrebbe non essere così portata agli investimenti nel settore ICT. E potrebbe apparire all'improvviso una domanda, almeno secondo Nokia Siemens Network. Sarebbe proprio necessario investire per colmare il gap? Non si potrebbe rimanere allo stato attuale dell'arte? In fondo, l'Italia è sempre stato un paese di santi e navigatori. Navigatori, non web surfer.

Ma il progetto congiunto 2010 fibra ottica per l'Italia ha mostrato l'intenzione di procedere ad un robusto cablaggio di circa 15 città. La spesa per Vodafone, Wind e Fastweb sarà di circa 2,5 miliardi di euro. Sarà dunque il settore privato a fare da traino al broadband, visto il congelamento degli 800 milioni di euro promessi dal governo e finora mai stanziati? È proprio sul broadband che l'Italia ha perso completamente terreno rispetto al leader svedese. Secondo dati presentati, fino al 1987 il Belpaese cresceva meglio a livello produttivo. Poi il broadband, ed ecco il grande ritardo. Da colmare al più presto, almeno secondo le richieste suggerite da Donagemma: assicurare una copertura totale con almeno 2Mbps.

Che si tradurrebbe in un significativo beneficio per la stessa economia nazionale. Sempre stando ai dati emersi nel convegno, un numero maggiore di linee broadband avrebbe un impatto diretto sul prodotto interno lordo di un qualsivoglia paese. Ad esempio, con 10 linee in più per abitante in Finlandia si avrà un aumento del PIL nazionale pari a 2 miliardi di euro. Che diventerebbero 21 miliardi in Germania e 17 nel Regno Unito, tanto per citare due paesi che si assestano tra i pari dell'Italia.

Ma il Belpaese è sulla soglia del livello minimo e - come ha concluso Donagemma - dovrebbe sfruttare alcune delle potenzialità nascoste tra i suoi abitanti, come gli over 60, le casalinghe e le aree rurali. Se persino una città ricca di fibra come Milano presenta significativi divari culturali sul digitale, allora la situazione è davvero omogenea su tutto il territorio. NSN dunque dice: alfabetizziamoci tutti.

Apple e Microsoft possono battere google?

Le aziende di Cupertino e Redmond, pur leader da tempo, non sono riuscite a fermare BigG, che oggi le insidia su tutti i fronti, fino a costringerle a inseguire. E in futuro potrebbe andargli ancora peggio
Che Google sia un'azienda sempre più protagonista del web e del mondo IT, e soprattutto estremamente dinamica, è sotto gli occhi di tutti. Il motore di ricerca, primo servizio fondamentale di Mountain View, rimane centrale, ma attorno ad esso si sono aggiunti sempre più servizi web-based, dalla mail ai documenti condivisi, dall'album fotografico alle mappe, fino al browser Chrome, e ai sistemi operativi, Chrome OS e Android. E infine ha cominciato a entrare nel mercato dei prodotti off-line, sia pure sempre con lo scopo di tenere la gente sul web, suo core business grazie alla pubblicità.
Don Reisinger, esperto di IT e tra l'altro opinionista di Cnet, ha provato ad analizzare le ragioni di questo successo, e soprattutto del perché due colossi già affermati da decenni nel mondo ICT come Apple e Microsoft, non siano riusciti a contenere l'ascesa di Google, e oggi se la trovino anzi come temibile concorrente anche sul loro stesso terreno. Secondo Reisinger, per esempio, gli smartphone Android in un prossimo futuro potrebbero scalzare il primato dell'iPhone, così come Chrome OS rappresenta una seria minaccia al predominio di Windows 7 sui netbook. Ma l'analista raccoglie ben 10 ragioni a favore di BigG, “10 cose che Apple e Microsoft non hanno capito di Google”, per cui, in sostanza, l'hanno sottovalutata.


1 Il motore di ricerca. Il primo servizio offerto storicametne da Google (fino all'indentificazione tra le due) è la ricerca. Che resta comunque centrale in tutti i servizi web offerti da BigG, con lo scopo di mantenere l'utente sul proprio sito, e fare in modo che ci torni il più possibile. Qui lo sfidante è Microsoft, che a sua volta dovrebbe sfruttare maggiormente il proprio motore di ricerca Bing.


2 Google non teme le cause legali. Qui il riferimento esplicito è alla causa di Apple contro HTC per colpire Android. Secondo Reisinger, la strategia è sbagliata: Google – peraltro mai citata nella causa di Apple - affronta da anni battaglie in tribunale, ma queste il più delle volte non le hanno creato veri problemi per il suo business né l'anno costretta a cambiare strategia. 


3 Per Google l'advertising è tutto. Quello che conta per Google è solo la pubblicità, unica vera fonte di reddito per Mountain View. Tutti i servizi di Google, da Gmail ad Android, puntano a tenere la gente sul web per massimizzare i profitti. Questo modello di business le ha permesso di offrire agli utenti moltissimi servizi gratuiti. E contro ciò che è gratis “è dura competere”: Apple e Microsoft devono prenderne atto.


4 Android insidia iPhone. Anche se oggi Apple è laeader grazie all'iPhone, non è affatto detto che questo primato rimanga tale nel futuro: i sostenitori di Android credono che il sistema operativo di Google possa addirittura eclissare la stella di Cupertino. Che oggi non sembra preoccupata, ma dovrebbe ricordare che Google non gareggia per il secondo posto.


5 Chrome OS contro Windows. Il ragionamento di Reisinger è parallelo al precedente, mettendo al posto di Android Chrome OS e al posto di iPhone Windows. Il sistema operativo sul web rappresenta qualcosa di originale e innovativo per gli utenti abituati da decenni ai prodotti di Redmond.  E questo potrebbe cambiare completamente lo scenario dei sistemi operativi, in particolare sui netbook. Anche se Microsoft a sua volta  promette i propri servizi in cloud e conta sul successo di Windows 7, la sua leadership è tutt'altro che sicura (il nostro approfondimento su Chrome OS si trova qui).


6 Google Chrome contro Internet Explorer. Quello di Google è l'unico browser che negli ultimi mesi ha fatto segnare una crescita positiva. Per giunta ora ha un formidabile alleato sul mercato europeo: il ballot screen, che propone browser alternativi a Internet Explorer per Windows 
7. Chrome potrebbe ridurre non di poco il fatturato di Microsoft, e non è chiaro se a Redmond l'hanno davvero capito. Google, "azienda ovunque". Ne abbiamo accennato al'inizio: nato come motore di ricerca e mantenendo centrale questo servizio, Google oggi sta entrando rapidamente in diversi mercati: compreso quello delle infrastrutture, con la fibra ottica a 1 Gbps. E cercherà di entrare ed espandersi ovunque può.


8 Google compra i concorrenti. Se serve ad accrescere il proprio business, Google non si fa problemi a inglobare la concorrenza. Solo quest'anno ha comprato ReMail, per la ricerca sulla mail mobile, e Picnik per il fotoritocco. Wikiperdia riporta la lista completa delle acquisizioni di BigG, che è molto lunga, mentre in confronto Apple e Microsoft sono rimasti a guardare, ed è meglio che si muovano prima che Mountain View si prenda tutte le aziende migliori sul mercato.


9 Google odia Microsoft. Le mosse di Mountain View in dieci anni hanno abbondantemente dimostrato che Microsoft è il nemico giurato: Google ha dominato Search, sfidato Hotmail, reso obsoleto Windows Mobile. insomma, sta riducendo l'influenza di Microsoft nell'industria.


10 Google ha ingannato Apple. Non dimentichiamo che il CEO di Google Eric Schmidt, già in quel ruolo, ha fatto parte del direttivo Apple, fino a quando non si è manifestato un evidente conflitto d'interessi, e oggi Steve Jobs lo considera un concorrente di primo piano per il mercato mobile. E anche Chrome fa concorrenza a Safari, anche se quest'ultimo non è protagonista tra i browser come Explorer. Soprattutto, per anni Google ha finto di avere nel mrino solo Microsoft, ma oggi è chiaro che le cose non stanno così. Ed è ora che Apple ne prenda atto.
Fin qui l'analisi di Don Reisinger (presentata nella nostra fonte come uno slideshow). Sarà interessante vedere nel prossimo futuro quanto e come le sue previsioni si avvereranno.

Microsoft Office Ultimate 2007 a $ 75 è un furto? ecco il nuovo viral..

Libero Tutti!


P
arte Libero Tutti, il nuovo servizio lanciato da Libero.it che consente, con pochi e semplici passaggi, di “portare” gratuitamente i siti web su tutti i cellulari, qualunque sia il sistema operativo e l’operatore di telefonia mobile utilizzato.

Libero Tutti promette di rappresentare una piccola grande rivoluzione nell’ambito dell’Internet Mobile. Grazie infatti a una piattaforma tecnologica molto avanzata e ad un’interfaccia semplice ed immediata,  questa nuova applicazione del portale italiano consentirà a tutti i proprietari di un sito web o di un blog di creare la versione mobile del loro sito e rendere così disponibili i contenuti su tutti i modelli di cellulari.

Per creare la versione mobile del vostro sito bastano pochi passi: inserendo su tutti.libero.it il proprio Feed RSS si riceve in cambio, gratuitamente, un sito mobile con un indirizzo e una grafica personalizzabile, che  da quel momento in poi sarà visualizzato sempre nel migliore dei modi a prescindere dal cellulare dal quale l’utente si collegherà.

Oltre alla compatibilità con tutti i cellulari Libero offre anche fruibilità immediata in un servizio che si propone come generatore di massa di contenuti UGC , professionali e semi-professionali per il mondo mobile. Una novità importante se si considera che attualmente, nonostante la forte attenzione dei media sul tema, i siti ottimizzati con versioni mobile sono ancora un’eccezione.

Anche lo scottante tema della titolarità dei contenuti è stato risolto grazie a un processo di verifica, che garantisce di portare in mobilità solo chi dimostra di essere realmente il titolare del sito in questione.

Ma le potenzialità del servizio non si fermano al terminal adapting e alla semplicità: i siti mobili generati grazie a Libero Tutti verranno infatti inseriti automaticamente sia nel portale mobile di Libero (m.libero.it), visitato da più di un milione di utenti unici al mese, sia nel catalogo di siti di Libero Mobile (liberomobile.libero.it) , primo e unico esperimento in Italia di Library di contenuti mobili.

C’è da dire che entrare a far parte di Libero Mobile non significa che il blogger debba avere solo ed esclusivamente quel sito mobile: l’opportunità offerta è la visibilità in un bacino d’utenza che conta 1.200.000 utenti.
Il business model del servizio sara’ basato sul revenue share della pubblicità e dei contenuti premium.

Il servizio è stato testato in beta dai top blogger italiani, invitati a provare il servizio nell’ambito dell’iniziativa “Libero Lab”, il centro di innovazione di Libero, e da importanti brand nell’ambito dell’editoria e dei media: da Mondadori (con Panorama e Donna Moderna) a Ansa, da Affaritaliani a Rtl 102.5 che hanno deciso di aderire da subito all’iniziativa, facendo anche da “beta tester”. Un modo innovativo di lanciare i prodotti online allargando il testing anche alla blogosfera!

Apple progetta Facebook dentro l'iPhone OS

Apple is building Facebook features into the latest version of its iPhone software, we're told by a plugged-in source in the mobile industry. These features could be announced during Apple's Worldwide Developers Conference keynote on June 7, when Apple is expected to unveil a new iPhone.

Our source tells us that Apple is at least going to build Facebook contact syncing directly into the iPhone software, so you can pull Facebook contacts into your iPhone's phonebook. This is a no-brainer, and is already a feature that some of Apple's competition offers, so it makes sense to include on the iPhone.
Not long ago, Facebook built a feature for its app that syncs your contacts' Facebook photos with your iPhone, so you can see their Facebook profile picture when they're calling. Perhaps Apple's new hooks into Facebook will make this sync process part of the phone's operating system and not just a feature of the Facebook app.
What else?
We also hear that Apple could be integrating Facebook Connect directly into its software developers kit so programmers can more easily add Facebook "social" features to their apps. But we don't have details on how that might work.
We also anticipate -- but don't know -- that Apple may build some sort of Facebook messaging features into the iPhone. Perhaps you'll be able to send Facebook messages to contacts just as easily as text messages. This wouldn't cost any money -- it wouldn't use up your text message allotment -- and could be just as instantaneous. But again, this part is pure speculation.
Facebook is one of the most popular iPhone apps in the world -- if not the single most popular app -- so it makes sense for Facebook and Apple to work more closely together.
Some 34.2 million people were "active users" of the Facebook iPhone app in the last month, according to Facebook. That's about a little more than a third of all the iPhone OS devices -- iPhone, iPod touch, and iPad -- out there. And it's almost 10% of Facebook's 400 million users.
The companies have already worked together on features for Apple's iPhoto app. And Apple's iTunes has been a long-time marketer on Facebook.

giovedì 13 maggio 2010

Ciclo di Vita del Prodotto - Perle di Marketing (-98)

Modello utilizzato nel marketing che descrive, basandosi sull'andamento delle vendite nel tempo, il passaggio di un prodotto attraverso quattro stadi successivi: introduzione, sviluppo, maturità, declino, corrispondenti ad altrettante tipiche situazioni della domanda. 

Le biciclette sono più veloci delle auto! vediamo perchè..






"The model American male devotes more than 1,600 hours a year to his car. He sits in it while it goes and while it stands idling. He parks it and searches for it. He earns the money to put down on it and to meet the monthly installments. He works to pay for gasoline, tolls, insurance, taxes, and tickets. He spends four of his sixteen waking hours on the road or gathering his resources for it."
"The model American puts in 1,600 hours to get 7,500 miles: less than five miles per hour. In countries deprived of a transportation industry, people manage to do the same, walking wherever they want to go, and they allocate only 3 to 8 per cent of their society’s time budget to traffic instead of 28 per cent. What distinguishes the traffic in rich countries from the traffic in poor countries is not more mileage per hour of life-time for the majority, but more hours of compulsory consumption of high doses of energy, packaged and unequally distributed by the transportation industry."
"Man on a bicycle can go three or four times faster than the pedestrian, but uses five times less energy in the process. He carries one gram of his weight over a kilometer of flat road at an expense of only 0.15 calories. The bicycle is the perfect transducer to match man’s metabolic energy to the impedance of locomotion. Equipped with this tool, man outstrips the efficiency of not only all machines but all other animals as well. The bicycle lifted man’s auto-mobility into a new order, beyond which progress is theoretically not possible."
"Bicycles are not only thermodynamically efficient, they are also cheap. With his much lower salary, the Chinese acquires his durable bicycle in a fraction of the working hours an American devotes to the purchase of his obsolescent car. The cost of public utilities needed to facilitate bicycle traffic versus the price of an infrastructure tailored to high speeds is proportionately even less than the price differential of the vehicles used in the two systems."

Quoted from Energy "and Equity", Ivan Illich, 1978. Previously: Cars, out of the way. The image was found on the website Old Woodies. 

Morgan: "Non mi sento sostituito da Elio, ma la Rai mi faccia lavorare"

Elio del gruppo Elio e le storie tese sostituirà Morgan nella nuova edizione di X Factor. La reazione dell'escluso? "Non mi sento 'sostituito' e gli auguro buon lavoro". Ma il cantautore spiega di avere un contratto in essere con la Rai: "Intendo restare disponibile per altri progetti musicali o di argomento affine".

“Con la Rai ho stipulato un contratto  che, ovviamente, intendo rispettare. - spiega il cantautore in un comunicato stampa - Si tratta di un accordo che prevede la mia collaborazione con l'Azienda in progetti di svariata natura nel corso della sua durata, ma non necessariamente o solamente la versione italiana di X Factor, show di cui ho seguito fin dagli esordi tutta la parabola e al quale quindi sono molto legato. Metto al servizio dell'Azienda di stato quella esperienza e professionalità che probabilmente hanno avuto parte nel donare a questo programma un che di peculiare e speciale (Simona Ventura direbbe “cult'), a mio parere, almeno rispetto a quanto siamo abituati a vedere nei vari altri talent show, nella direzione della qualità ma anche di successo di pubblico. Il mio lavoro mi ha portato a incontrare artisti in erba con cui ho instaurato relazioni profonde di stima, stimolo, studio e ispirazione reciproca, che per tutte e tre le edizioni hanno condotto alla vittoria i finalisti delle mie squadre. Davvero ho uno sguardo positivo su questa esperienza anche se mi ha tenuto lontano dal mio naturale ed artigianale rapporto con la musica, con la composizione e la produzione".

"Ritengo la scelta di Elio molto azzeccata, poiché è una figura adattissima a quel ruolo e in nessun modo mi sento 'sostituito' da lui perché porterà una prospettiva diversa e idee certamente originali, e colgo l’occasione per augurargli buon lavoro sapendo che mi farà divertire e si divertirà lui, si divertiranno tutti i telespettatori, e ascolteremo della musica senza dubbio ben scelta, perché  la grande musica batte solo sul 2!".

iPhone 4! il video esclusivo direttamente dal Vietnam..





Un sito vietnamita riaccende l’interesse per il prossimo iPhone 4G con nuove presunte informazioni, questa volta corredate da diverse fotografie ed anche da un video.
Diversamente dal prototipo accidentalmente smarrito, questa versione sembra essere molto più vicina al dispositivo finale ed ha una capienza di 16Gb, suggerendo che Apple proporrà anche un modello a bassa capienza o comunque manterrà invariata l’offerta in termini di capacità. Il display vanta una risoluzione più alta degli attuali modelli anche se non è chiaro se si tratti di 960×640 oppure 800×480.
Il dispositivo non mostra viti come quello smarrito ma appare anche facile da aprire, così è stato facile per Taoviet rivelare un layout interno molto simile a quello precedente oltre che alcune informazioni relativamente al chip utilizzato: il suo processore sembra essere ilmodello A4 (già impiegato in iPad). Il telefono è più sottile e leggero dell’attuale iPhone 3GSed anche un po’ più alto per agevolare l’installazione della fotocamera e di una batteria più generosa.

Visa turns to social media for World Cup promo campaign..

Card giant Visa is launching a match planner social media application for the World Cup, which kicks of in South Africa next month.

The Visa Match Planner lets users create customisable, dynamic viewing schedules which can then be shared with friends through social networking sites such as facebook.
The application also lets users organise match viewing parties, chat with friends, track scores and standings, and obtain offers from merchants such as the "Fifa Official Store".
The app is available in English, Japanese, Spanish and Portuguese and customised for each of the 32 qualified countries.
Antonio Lucio, chief marketing officer, Visa, says: "Football fans are undeniably passionate about the Fifa World Cup and the teams they follow and social media provides a unique platform to help them express their views and connect with friends from around the world."

Il Punching-Ball interattivo di Lab Nutrition, un’azienda che produce integratori vitaminici.

Il video porno di Belen: lei era minore (fonte: TGCOM)

Corona si rasserena: "Non si tratta di tradimento"
Non c'e' pace per Corona e Belen e il giallo del video maledetto si arricchisce di un prezioso capitolo. Il filmato porno girato di nascosto da un ragazzo argentino in cui Belen fa l'amore con lui, e che ha fatto tanto arrabbiare Fabrizio, non risalirebbe a 8 mesi fa, come affermato, bensì, come rivela Corona a Diva e Donna, a quando la Rodriguez era minorenne. Per cui di tradimento non si tratta. Meno male.
"Quel video", racconta l'ex re dei paparazzi al magazine di gossip, "è stato girato quando Belen era minorenne". La coppia è salva quindi, per questa volta. Non si può trattare di tradimento. E' andata bene anche se Corona ha rischiato di scatenare davvero un bel putiferio con la rissa all'Osteria del Corso di Milano, dove ha incontrato il ragazzo argentino e gli intermediari dell'agenzia per il "falso" acquisto del video.

Adesso sembra che Belen abbia intenzione di fare una denuncia per estorsione. Intanto la coppia è tornata alla "normalità".
Lei al suo lavoro, condurrà a breve "E stiamo tutti bene" su Rai Due e poi la vedremo come attrice in un serial tratto da Camilleri e ancora come conduttrice in Scherzi a parte". Lui anche. Il suo debutto da attore in "Squadra antimafia" ha convinto quasi tutti. E adesso il terreno per il successo è spianato. deve solo cercare di calmare i suoi bollori e tenere a bada la gelosia. Anche Belen però deve stare attenta. Non era stata lei pochi giorni fa a prendersela un po' troppo per quelle foto galeotte del suo uomo con Francesca Fioretti? L'0amore non è belle però se non è litigarello e qui, di litigi ce n'è per tutti.

dal Mondo: Italian drivers (fonte "The Economist")



Italy's roads are choked with government-owned cars. 
RECKLESS, flashy and chaotic sums up the general view of Italian governments as well as the popular image of the country's drivers. It is hardly surprising that the two are so similar according to Renato Brunetta, Italy's minister for public administration. He reckons that the country runs a fleet of 629,000 official cars, ten times the number in similar European countries and 50,000 more than just a couple of years ago. The official fleet includes top-of-the-range Maseratis to ferry senior officials around Rome. Italy's domestic carmakers, which are starting to recover after a tough time, will be hoping that this particular government-efficiency drive goes no further.




mercoledì 12 maggio 2010